Luca Giordano (Napoli 1634 - 1705)
<br />Morte di Catone
<br />Olio su tela
<br />154 x 232
<br />L'opera, scoperta recentemente in una collezione privata, risulta molto interessante per i molti pentimenti che si osservano, tali da far propendere per la sua autografia. A questo proposito si osservino le variazioni di postura delle braccia di Catone; l'allargamento dell'arco in alto e l'allungamento del ferro dove poggia il pappagallo; gli adattamenti in corso d'opera di quasi tutti i visi. Infine, va notata l'esecuzione pittorica veloce e incisiva, peculiarità fece affibbiare a Giordano in nomignolo di "Luca fa presto".
<br />Di questo soggetto sono conosciute altre versioni: un olio su tela (179,7 x 260,5), circa 1699, apparso nel mercato antiquario di New York, presso Pietro Corsini, ritenuta autografa e pubblicata come tale da Oreste Ferrari e Giuseppe Scavizzi, in Luca Giordano-L'opera Completa, foto 845 pag.822 e scheda A648 pagg. 350 e 351; una versione data per autografa nel sopraccitato testo monografico ma ritenuta di bottega dal sistema museale francese è conservata nel Musée Denon di Chalon-sur-Saone; infine un'altra versione considerata di qualità inferiore, e/o di bottega, è conservata presso la Camera dei Deputati a Roma.
<br />
<br />Luca Giordano fu un interprete indiscusso del Barocco europeo. Dopo un’iniziale attività legata a Ribera, egli fu a Roma, Firenze e Venezia, interessandosi allo studio dei maestri del Cinquecento veneto. Il suo stile mutò quando tornò a Napoli nel 1653, allontanandosi dal naturalismo riberesco e approcciandosi al Barocco, guardando alle esperienze pittoriche di Poussin, Rubens e del conterraneo Mattia Preti. Spirito libero e curioso, continuò a girovagare e a studiare i maestri romani del suo tempo, approfondendo la lezione di Pietro da Cortona e il percorso di Maratta, che riuscì a convogliare l'esuberanza barocca e classicismo nello stesso binario. Questo bagaglio culturale permise all’artista di esercitarsi nella realizzazione di opere complesse di grandi dimensioni, mantenendo un equilibrio compositivo e cromatico. Nel 1692 l’arte di Luca Giordano varcò i confini nazionali: egli venne chiamato dal re di Spagna Carlo II, che fu desideroso di averlo tra i pittori di corte. Il soggiorno spagnolo durò dieci anni e vide l’artista impegnato in importanti cicli decorativi di corte: Escorial, Casino del Buen Ritiro, chiesa di Sant’Antonio di Las Portigues a Madrid, Sacrestia della Cattedrale di Toledo, Monastero di Nostra Signora a Guadalupe e innumerevoli tele sia per la Corte che per altri nobili spagnoli. Tornò a Napoli nel 1702, dove diede il via alla sua ultima fase creativa: padrone di una tecnica affinata nei decenni e di un enorme bagaglio di esperienza e sensibilità pittorica, superò il barocco e realizzò accattivanti rappresentazioni in cui grazia ed eleganza fecero presagire l’imminente arrivo del Rococò.
<br />
<br />
<br />Luca Giordano (Naples 1634 - 1705)
<br />Death of Cato
<br />Oil on canvas
<br />154 x 232
<br />The artwork, recently discovered in a private collection, is fascinating because of the many repentances that can be observed, such as suggesting that it is an autograph. In this regard, observe the variations in the posture of Cato's arms, the widening of the arch at the top and the lengthening of the iron where the parrot rests, and the ongoing adaptations of almost all the faces. Finally, the fast and incisive pictorial execution should be noted, a peculiarity that earned Giordano the nickname "Luca fa presto".
<br />Other versions of this subject are known: an oil on canvas (179.7 x 260.5), circa 1699, which appeared on the New York antiques market at Pietro Corsini, believed to be autograph and published as such by Oreste Ferrari and Giuseppe Scavizzi, in Luca Giordano-The complete work, photo 845 page 822 and file A648 pages. 350 and 351; an autograph version given in the aforementioned monographic text but considered to be a workshop by the French museum system is preserved in the Musée Denon of Chalon-sur-Saone; finally, another version considered of lower quality and/or workshop is preserved in the Chamber of Deputies in Rome.